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Gruppo Missionario
02/04/2018
Lettera per Pasqua di Padre Luigi Moser

Carissimi tutti,

    la vita è sempre frutto di un atto d’amore. L’amore del Padre che genera ed ama il Figlio perché fa fino in fondo la Sua volontà, Lo risorge a vita nuova.

Vi spero tutti in forma, sempre nel rispetto dell’anagrafe. Anch’io, la settimana scorsa (21.3.18) ho ricordato i miei 48 anni di sacerdozio, tengo botta e cerco di fare del mio meglio.

Senza radio sono uccel di bosco (purtroppo), faccio quel che posso. L'altro giorno, 3 ore di confessione: giovani e meno. Li ho guardati negli occhi con interrogativi chiari. Anche ieri una bella messa ‘spettinata’ delle palme con un pienone e il messaggio è passato. Si semina.

Ho riscoperto la bellezza e la forza della Parola di Dio, e quando la comunico vedo la gente attenta e contenta. E’ il momento più bello della settimana.

Potrebbe andare molto meglio, ma anche tra di noi, siamo così diversi e poveri che assomigliamo più dei piccoli funzionari di una ONG che a dei portatori del Vangelo. Anche nella gestione economica a volte mi dico: quale famiglia o piccola impresa si permetterebbe questo andazzo. Si – sono cattivello - ma vedo il Comboni che si rivolta nella tomba in cerca di uno scudiscio.

La Chiesa? E’ giovane, ma in realtà vecchia ed oppressiva: tante devozioni senza nessuna vera formazione, e spesso il tutto gira attorno ai soldi. L’esperienza pastorale che ho fatto a Kinshasa con il cardinale Malula e gli altri (formazione, comunità di base, liturgia, giovani, laicato, progetti di sviluppo, ecc.), qui è lontana mille miglia. E, anche tra noi, attento a come parli; proprio come diceva una vecchietta in paese: hai ben mparà a taser.       

C’è il segreto pontificio, ma in questi giorni m'han chiesto il parere su due africani come possibili vescovi (su 8 diocesi ne mancano 3) ma non c'è niente da fare nemmeno tra di noi comboniani, e peggio ancora tra il clero locale, nonostante le pretese e le attese sono altissime.  Manca la materia prima e ... anche le palle (o servono per altro). 

E’ arrivato il gran caldo, ma in ritardo e meno intenso degli anni scorsi; finora non siamo andati oltre i 45/46 gradi; ma c’è tempo fino a luglio. In compenso abbiamo pochissima corrente elettrica dalla città (crisi); il nostro generatore gira anche 12/15 ore al giorno.

Il paese è bloccato: uffici statali e scuole praticamente chiuse da 2 mesi, scioperi, dimostrazioni, rivendicazioni ecc. ed un paese che non va a scuola è fottuto, dicono a Napoli. Il guaio è che qui sono violenti e basterà poco per far scoppiare quello che tutti temono.   

A Natale dovevo rinascere. A Pasqua? Idem: risorgere! Comboni, con tutte quelle che ha passato, diceva: La croce è il vero unico conforto, perché è l'impronta dell'Opera di Dio. Dopo la passione e la morte di G. C. successe la risurrezione. Lo stesso avverrà dell'Africa. Illusione? No! Ma bisogna solo da crederci!!!

E’ il mio augurio di Buona Pasqua.

Gioite e siate allegri, è Lui che è morto in croce e poi risorto, solo per farci capire quanto valiamo e quanto siamo amati da Lui e dal Padre.

Sempre vostro P. Luigi Moser



Parrocchia S.Maurizio di Vedano Olona - email: vedanoolona@chiesadimilano.it

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