LA FEDE VEDANESE E LE EPIDEMIE

Notizie 28/02/2020

A cura di Luca Barison

Il colera del 1836

La storia di alcune chiese vedanesi è legata alla diffusione di pestilenze ed epidemie che nel passato hanno colpito la comunità. Nel 1574 la popolazione del paese raggiunge le 641 unità. Pochi anni dopo, nel 1577 la peste colpisce Vedano, sterminando la maggior parte delle persone. I superstiti edificano la chiesa del Lazzaretto, come ringraziamento per essere sopravvissuti. 

Durante la dominazione austriaca, l’epidemia di colera diffusa in Europa giunge anche a Vedano, all’epoca con una popolazione di circa un migliaio di abitanti. Sono circa 60 i decessi documentati nel paese, nonostante i grandi miglioramenti delle condizioni igienico-sanitarie rispetto agli anni precedenti. I fedeli vedanesi, mossi dalla fede popolare radicatasi nei secoli, edificano una chiesetta dedicata a San Rocco, patrono dei contagiati, per ringraziarlo di aver contribuito a liberare il paese dal morbo tramite la sua intercessione. 

La chiesa di San Rocco è ancora nel 2020 un importante punto di riferimento per i fedeli vedanesi, e altro non si può fare se non collegare gli eventi passati con la diffusione del virus che nelle stesso anno si diffonde sulla Lombardia. È quindi necessario ripercorrere le strade delle generazioni precedenti, affidandosi a san Rocco e facendo una visita alle chiese sopra citate, le quali sono state lasciate apposta per essere un luogo di preghiera dedicato particolarmente ai periodi di epidemie che durante i secoli colpiscono la comunità.

San Rocco

Nasce a Montpellier tra il 1346 e il 1350 da una famiglia agiata. Ricco di una forte educazione cristiana e una profonda devozione verso la vergine Maria e san Francesco, dedica la sua giovinezza al servizio di Cristo, dedicandosi ai bisognosi. Sul petto si marchia una croce rossa, simbolo della sua fede. Perduti i genitori in giovane età, consegna tutto ai poveri e parte in pellegrinaggio verso Roma. Lungo la strada in Italia soccorre i contagiati delle peste, fermandosi tre anni nell’Urbe, dove continua a curare gli appestati ed ha udienza con il Papa. Di ritorno verso la Francia, contrae la peste a Piacenza mentre soccorre gli appestati. Qui si circonda di discepoli e cura anche gli animali. Conclusa la sua missione, riparte verso casa, ma a Voghera viene erroneamente arrestato e in carcere Rocco si lascia morire, castigandosi con dure penitenze. La sua giovane morte, tra 1376 e il 1379, lascia un intenso dolore alla città, che lo riconosceva innocente. Il corpo viene identificato grazie alla croce sul petto, mentre vicino ad esso viene trovata una tavoletta recitante le seguenti parole: “chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello”.

Il suo culto si diffonde in tutta la Chiesa durante il medioevo, con numerosi invocazioni di ---intercessioni contro la peste. Nel 1629 papa Urbano VIII approva in modo definitivo il culto del santo. È il protettore di appestati, contagiati, emarginati, ammalati, viandanti, pellegrini, operatori sanitari, farmacisti, assicuratori, volontari, cani e protettore delle articolazioni. La memoria liturgica ricade il 16 agosto.

Preghiera dei vedanesi a San Rocco

Glorioso san Rocco,  che per la tua generosità
nel consacrarti al servizio degli appestati,
e per le tue continue preghiere,
vedesti cessare la peste e guarire tutti gli infetti,
nelle città della Francia e dell’Italia da te percorse, 
noi Vedanesi, tuoi devoti, mossi dalla memoria riconoscente
per la grazia delle guarigione dal colera,
da te paternamente accordataci nel 1836,
con nuova fiducia, oggi, a te rivolgiamo in nostro sguardo,
umile e commosso, per chiederti di rinnovare
la tua potente protezione sul nostro paese
di fronte al flagello della violenza,
così spaventoso e desolante.

Amen